La regione Lombardia mette a disposizione dei contributi destinati alle microimprese lombarde finalizzati a sostenere interventi di innovazione tecnologica degli impianti e delle attrezzature, anche nell’ottica di favorire la riduzione dell’impatto ambientale dei propri sistemi di produzione e la riduzione dei consumi energetici.

Il bando di Regione Lombardia “Investimenti – Linea Microimprese”,   promuove la competitività delle microimprese con il bando “Investimenti – Linea Microimprese”, finanziato dal Programma Operativo Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (POR FESR) 2021-2027.

L’iniziativa mette a disposizione 20 milioni di euro a fondo perduto per sostenere investimenti volti all’innovazione tecnologica, all’efficientamento energetico e alla crescita dimensionale. Ma anche incentivando investimenti in impianti, attrezzature e tecnologie innovative. Le domande possono essere presentate dal 5 novembre 2025.

Beneficiari del bando “Investimenti – Linea Microimprese”

Possono beneficiare del contributo le microimprese con sede legale o operativa in Lombardia da almeno 12 mesi, nella quale si svolge l’attività produttiva e nella quale sarà realizzato l’intervento. Per accedere al contributo le imprese devono aver depositato almeno due bilanci o due dichiarazioni fiscali.

Come funziona il contributo del bando Lombardia “Investimenti – Linea Microimprese”

Sono ammissibili al bando “Investimenti – Linea Microimprese” le spese per interventi di innovazione tecnologica, efficientamento energetico e riduzione dell’impatto ambientale dei sistemi di produzione. L’investimento minimo ammissibile è di 10.000 euro. Il contributo a fondo perduto copre fino al 50% delle spese ammissibili, con un importo massimo erogabile di 50.000 euro.

È consentito il cumulo con altre fonti di finanziamento, purché siano rispettate le normative sul cumulo degli aiuti. Il cumulo può raggiungere il 100% del singolo costo.

Le domande al bando “Investimenti – Linea Microimprese” devono essere presentate a sportello a partire dalle ore 10:30 del 5 novembre 2025, fino ad esaurimento delle risorse, attraverso la piattaforma dedicata.

La mail a cui chiedere informazioni/chiarimenti lineamicro2025.fesr@lom.camcom.it o visita il sito https://www.bandi.regione.lombardia.it/

indicando nell’oggetto “Avviso della misura Investimenti – Linea Microimprese 2025”. Per il riscontro si dovrà far riferimento alle FAQ pubblicate ed aggiornate sul sito www.unioncamerelombardia.it nella pagina dedicata all’avviso.

Negli ultimi anni ,il mercato dell’energia rinnovabile ha assistito a un crescente interesse verso il revamping degli impianti fotovoltaici.                                             Questo intervento che consiste nell’ammodernamento e potenziamento di impianti esistenti (se associato ad attività di repowering),si è rivelato cruciale per migliorare l’efficienza energetica e prolungare la vita degli impianti installati 

I pannelli fotovoltaici sono strumenti potenti e durevoli, ma sono soggetti all’invecchiamento  e all’usura. Con il passare del tempo, la loro efficienza tende a diminuire per varie cause esposizione a condizioni atmosferiche avverse, deterioramento dei materiali, tutto questa porta ad una diminuzione progressiva della produzione energetica dell’impianto.

Per mantenere la piena efficacia e l’efficienza energetica dell’impianto fotovoltaico , può essere utile valutare il revamping fotovoltaico che consiste nel rinnovamento o ammodernamento di un impianto fotovoltaico esistente.

Cos’è il revamping fotovoltaico

Il termine revamping (dall’inglese to revamp, rimodernare) fotovoltaico si riferisce  a tutte le procedure volte a modernizzare, modificare e migliorare un vecchio impianto fotovoltaico. Si riferisce, quindi, a tutti quegli interventi messi in atto per la rigenerazione di alcune componenti o dell’intero impianto fotovoltaico. Tutto, ovviamente, con l’obiettivo di migliorare le capacità di performance, le prestazioni e la produzione energetica per prolungarne la durata operativa.

In sostanza, significa dare una seconda vita all’impianto, consentendogli di produrre più energia e di funzionare in modo più efficace.

Quando bisogna fare il revamping di un impianto fotovoltaico?

La durata media di un impianto fotovoltaico è di circa 25 anni. Ci sono, tuttavia, determinate condizioni come gli agenti atmosferici, rotture impreviste o l’impiego di materiali di scarsa qualità, che possono influire. Il revamping interviene per ripristinare le prestazioni dell’impianto quando:

  • si rileva un degrado e malfunzionamento delle parti:
  • si rileva un deterioramento fisico di alcune parti dell’impianto (come danni causati da eventi atmosferici o usura dovuta alla qualità dei materiali);
  • si individua un problema di progettazione iniziale che limita l’efficacia o la sicurezza dell’impianto, come la presenza di pannelli solari eccessivamente ombreggiati;
  • l’impianto non è più conforme agli standard di sicurezza stabiliti dal GSE.

Vantaggi del Revamping

1 Il revamping permette di massimizzare la produzione di energia.

Infatti con l’avanzamento delle tecnologie, i nuovi pannelli solari e inverter possiedono rendimenti superiori rispetto ai modelli più vecchi.

2 Riduzione dei costi Investire nel revamping può risultare più conveniente rispetto alla costruzione di un nuovo impianto. Le spese riguardanti la demolizione e la costruzione ex novo possono essere eliminate o ridotte significativamente.

3.Ottimizzazione incentivi : l’ammodernamento dell’impianto comporta senza dubbio un’importante miglioria nella produzione impianto e tutto questo porta inevitabilmente all’ottimizzazione nella riscossione degli incentivi che sono erogate sulla produzione, per tal motivo prima si effttua l’attività di revamping, più si guadagna sia energeticamente che economicamente 4.Garanzia prodotti: la sostituzione dei vecchi materiali con prodotti di ultima generazione , porta alla riattivazione delle garanzie da tempo scadute

4.Sostenibilità Ambientale : Il potenziamento degli impianti esistenti consente di ridurre l’impatto ambientale associato alla produzione di nuovi materiali e alla nuova costruzione, aiutando a promuovere la sostenibilità.

Il processo di revamping richiede una valutazione approfondita delle condizioni attuali dell’impianto tramite un sopralluogo tecnico preliminare

Come funziona il revamping fotovoltaico

Il processo di revamping fotovoltaico inizia con una fase preliminare di valutazione dell’impianto esistente, che include:

  • analisi delle prestazioni;
  • analisi dell’efficienza;
  • analisi dello stato dei componenti tramite un sopralluogo preliminare
  • identificazione di eventuali problematiche.

Sulla base di questa valutazione iniziale, si può procede con la progettazione delle soluzioni  più appropriate. In seguito alla pianificazione, si procede con l’attuazione delle azioni installative necessarie per risolvere le problematiche individuate durante la valutazione.

Revamping fotovoltaico: GSE

Nel 2016 il GSE ha stabilito una serie di linee guida da seguire e rispettare in caso di un intervento di revamping fotovoltaico. È fondamentale comprendere come eseguire un intervento di revamping senza compromettere gli incentivi del Conto Energia, rispettando tutte le indicazioni sulle attività consentite e quelle da non fare per evitare la perdita degli incentivi presenti sul DTR (documento tecnico per il revamping)

Vediamole di seguito:

  • gli inverter sostituiti devono essere sempre conformi alle norme CEI;
  • per tutti gli impianti che superino i 3kW, è obbligatorio effettuare la comunicazione delle modifiche all’impianto al GSE entro 60 giorni dalla fine dei lavori;
  • i possessori di impianti che non superano i 3kW devono inviare la comunicazione degli interventi al GSE solo in caso di incremento della potenza, sostituzione dei moduli o aggiunta di batterie per l’accumulo;
  • l’aumento di performance dell’impianto fotovoltaico fino a 20 kW non potrà essere superiore al 5% della potenza già installata in precedenza, mentre per i moduli con oltre i 20 kW la potenza può essere aumentata dell’ 1%;
  • qualora avessi beneficiato del Primo Conto Energia non potrai effettuare l’installazione delle batterie per l’accumulo;
  • prima di procedere con qualsiasi opera di ammodernamento di un impianto fotovoltaico, è necessario richiedere al GSE una valutazione preliminare dell’intervento.

Il GSE ha delineato due tipologie di interventi: significativi e non significativi, ciascuna con procedure distinte.

Revamping fotovoltaico: interventi non significativi

Gli interventi non significativi sono quelli che non prevedono la variazione dei dati caratteristici o di configurazione di un impianto fotovoltaico.

Gli interventi non significativi includono:

  • spostamento degli inverter e dei componenti elettrici minori;
  • installazione di dispositivi elettronici (ottimizzatori);
  • sostituzione, rimozione, nuova installazione dei componenti elettrici minori qualora l’intervento non determini variazioni del regime di cessione in Rete dell’energia prodotta dall’impianto;
  • interventi effettuati sulle strutture di sostegno dei moduli o sulle strutture edilizie su cui l’impianto è stato installato che non comportino variazioni dei requisiti in base ai quali l’impianto è stato incentivato;
  • la sostituzione degli inverter installati su impianti che non beneficiano di maggiorazioni tariffarie connesse all’utilizzo di componentistica made in EU;
  • interventi di potenziamento non incentivati.

Per procedere con l’avvio e il completamento degli interventi non significativi non è necessaria alcuna comunicazione al GSE.

Revamping fotovoltaico: interventi significativi

Gli interventi significativi riguardano modifiche sostanziali all’impianto e sono interventi effettuati su impianti con una potenza superiore a 3 kW.

Gli interventi sono:

  • spostamento dell’impianto: un impianto fotovoltaico in genere non potrebbe essere spostato dal sito di prima installazione. Qualora la necessità di uno spostamento dell’impianto derivi da cause di forza maggiore, è consigliabile sottoporre al GSE una richiesta di valutazione preliminare dell’intervento;
  • sostituzione dei moduli fotovoltaici;
  • rimozione definitiva dei moduli fotovoltaici;
  • sostituzione degli inverter su impianti che beneficiano di maggiorazioni tariffarie connesse all’utilizzo di componentistica made in EU1;
  • interventi di modifica edilizia all’immobile e/o al manufatto su cui è installato l’impianto;
  • variazioni della configurazione elettrica dell’impianto ovvero:
    • variazione del regime di cessione in rete dell’energia prodotta dall’impianto;
    • modifiche del punto di connessione;
    • installazione di sistemi di accumulo dell’energia prodotta.

Questa tipologia di interventi significativi deve rispettare dei requisiti specifici:

  • per sistemi con potenza fino a 20 kW, la potenza nominale dell’impianto può essere aumentata non più del 5%;
  • per sistemi con potenza maggiore di 20 kW, la potenza nominale dell’impianto può essere aumentata al non più dell’1%.

Per avviare e completare questi interventi significativi i soggetti responsabili sono tenuti ad inviare al GSE apposita comunicazione di avvenuta realizzazione dell’intervento entro il termine di 60 giorni dall’avvenuto completamento.

I vantaggi del revamping fotovoltaico

I principali vantaggi del revamping fotovoltaico sono:

  • maggiore efficienza: migliora la performance del tuo impianto, permettendoti di produrre più energia con lo stesso spazio e, di conseguenza, di diminuire la tua dipendenza dalla rete elettrica;
  • aumento della produzione di energia: grazie alla maggiore efficienza, l’impianto fotovoltaico può generare più energia elettrica utilizzando la stessa quantità di luce solare, contribuendo così a ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali;
  • maggior risparmio energetico: l’incremento nella produzione di energia si traduce in un risparmio significativo sulle bollette energetiche e in una maggiore indipendenza dalla rete elettrica convenzionale;
  • prolungamento della vita utile: migliora la durata e la resistenza dell’impianto, riducendo il rischio di malfunzionamenti e problemi tecnici. Questo permette di prolungare la vita operativa complessiva dell’impianto, garantendo una maggiore durabilità nel tempo.

Differenza tra revamping e repowering fotovoltaico

Spesso si tende a confondere il revamping fotovoltaico con il concetto di repowering. Sono entrambe pratiche accomunate dal fatto che mirano a migliorare l’efficienza e a prolungare la vita degli impianti fotovoltaici preesistenti.

Il revamping fotovoltaico mira al ripristino delle prestazioni iniziali di un impianto fotovoltaico tramite la sostituzione di componenti principali, come pannelli, inverter e cablaggi, senza tuttavia aumentare la sua potenza nominale. É una soluzione ideale per quegli impianti che, pur avendo perso parte della loro efficienza nel corso del tempo, possono ancora produrre energia in modo efficace.

Il repowering fotovoltaico, invece, prevede una serie di operazioni volte all’aumento della potenza dell’impianto attraverso la sostituzione di componenti vecchi con altri più performanti o l’aggiunta di nuovi elementi. In sostanza, il repowering mira a aumentare la produzione di energia dell’impianto, rendendolo più performante e produttivo senza intervenire sul sistema nella sua interezza.

Un’altra differenza riguarda l’aspetto normativo. Mentre il revamping segue le linee guida del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e può includere interventi significativi e non, il repowering viene spesso incentivato attraverso programmi di supporto finanziario che premiano gli operatori che incrementano la capacità dei loro impianti.

In definitiva, mentre il revamping fotovoltaico si concentra sulla manutenzione e l’ottimizzazione dell’impianto esistente, il repowering si focalizza sull’aumento della capacità produttiva.

Revamping e Repowering  fotovoltaico: i costi

Il costo relativo all’ revamping e/o repowering  fotovoltaico dipende da una serie di elementi quali le dimensioni dell’impianto, i componenti utilizzati, la tipologia di intervento richiesto e le tecnologie impiegate. Quindi non è possibile stabilire un costo standard valido in tutti i casi.

Un elemento da considerare nell’analisi dei costi del revamping è la disponibilità di incentivi che possono, in alcune circostanze, contribuire a ridurre gli oneri legati alla ristrutturazione degli impianti. Queste attività possono usufruire della detrazione fiscale del 50% dei costi sostenuti qualora gli interventi siano eseguiti in ambito condominiale.

L’attività di Repowering invece viene identificata come l’installazione di un nuovo impianto e per tal motivo, in ambito residenziali , usufruisce della detrazione fiscale che nel 2026 sarà ancora al 50%.

Il settore del revamping è  destinato a espandersi ulteriormente, grazie all’aumento della consapevolezza ambientale e alle politiche di sostenibilità adottate a livello globale. Con la continua evoluzione della tecnologia fotovoltaica, gli impianti esistenti possono beneficiare di un’integrazione sempre più intelligente e automatizzata, permettendo di adattarsi alle esigenze energetiche moderne. Conclusione Il revamping fotovoltaico rappresenta un’opportunità imperdibile per ottimizzare gli impianti esistenti, contribuendo così a una transizione energetica più sostenibile. Sia che si tratti di un piccolo impianto domestico o di un grande parco solare, l’aggiornamento e il potenziamento delle tecnologie esistenti possono portare a significativi vantaggi economici e ambientali. Investire in questa direzione non è solo una scelta saggia, ma è anche un passo fondamentale verso un futuro energetico più pulito e sostenibile.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) offre contributi a fondo perduto per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, destinati a far parte di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) o Gruppi di Autoconsumatori in Comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti , anche se a breve le opportunità CER potranno essere condivise con una platea molto più ampia perché è prossima la pubblicazione in gazzetta ufficiale la conferma dell’ apertura anche il cui numero di abitanti è inferiore a 50.000 abitanti come da decreto Cacer emanato dal MASE e firmato il 16/05/2025

Vi sono 2,2 miliardi di euro a disposizione per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili per una potenza complessiva pari almeno a 2 GW ed una produzione indicativa di almeno 2.500 GWh/anno con la che siano completati entro il 30 giugno 2026 con entrata in esercizio entro 24 mesi dal completamento dei lavori e comunque non oltre il 31/12/2027

Il beneficio è erogato sottoforma di contributo in conto capitale per impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili e inseriti in configurazioni di Comunità energetiche rinnovabili (CER) o di Gruppo di autoconsumatori e ubicati in Comuni con popolazione per il momento inferiore a 5.000 abitanti fino a un massimo del 40% delle spese ammissibili.

Il Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 dicembre 2023 n.414 (Decreto CACER), in vigore dal 24 gennaio 2024, ha definito modalità e criteri per la concessione dei contributi PNRR:

Dettagli del Contributo

  • Entità del Contributo: fino al 40% delle spese ammissibili.
  • Tipo di Contributo: conto capitale (a fondo perduto).
  • Finalità: finanziare impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, inclusi i potenziamenti, da inserire in configurazioni di CER o di Gruppi di Autoconsumatori.

Requisiti dell’Impianto

  • potenza non superiore a 1 MW;
  • ubicazione in Comuni con popolazione per il momento inferiore a 5.000 abitanti;
  • avvio dei lavori successivo alla presentazione della domanda;
  • disposizione del titolo abilitativo e del preventivo di connessione alla rete elettrica, ove previsto;
  • Completamento dei lavori entro il 30/06/2026
  • entrata in esercizio entro 18 mesi dall’ammissione al contributo (24 mesi dal completamento lavori)  e comunque non oltre il 31 Dicembre  2027

Scadenza e Modalità di Presentazione della domanda

  • Scadenza: 30 Novembre  2025, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili pari a 2,2 miliardi di euro.
  • Modalità di Presentazione: domanda esclusivamente telematica tramite il Portale SPC-Sistemi di Produzione e Consumo, accessibile attraverso l’Area Clienti del GSE.

Spese ammissibili al contributo per la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili

  • Posa e fornitura di macchinari, impianti a fonti rinnovabili e attrezzature sia hardware che software necessari per il loro funzionamento
  • fornitura e posa in opera dei sistemi di accumulo
  • opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell’intervento;
  • connessione alla rete elettrica nazionale;
  • studi di prefattibilità e spese necessarie per attività preliminari;
  • progettazioni, indagini geologiche e geotecniche;
  • direzione lavori e sicurezza:
  • collaudi tecnici e/o tecnico-amministrativi, consulenze e/o supporto tecnico-amministrativo essenziali all’attuazione del progetto.

Fatturazione spese sostenute per il progetto

Le fatture attestanti i costi sostenuti per la realizzazione dell’impianto di produzione o l’unità di produzione, alimentati da fonti rinnovabili,  oltre a riportare gli elementi obbligatori di tracciabilità previsti dalla normativa vigente, devono essere correlate da diverse informazioni  specifiche che garantiscano l’esatta riconducibilità delle spese al progetto di cui si richiede il rimborso.

Contatti e Supporto

Per ulteriori informazioni puoi consultare  il  sito ufficiale del GSE  o  contattarci ai seguenti recapiti: fotovoltaico@gp-energysolutons.it Tel: 345.8661146  Tel: 0331.887308
Per la presentazione della domanda ,  assistenza nella raccolta e preparazione della documentazione necessaria e/o nella verifica dei requisiti specifici, siamo a tua disposizione per darti il nostro supporto